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Domenica, 2 Agosto 2020
12:42 - 14:35

Sono pazzo di Iris Blond

Romeo, C. Verdone, musicista pop in crisi, conosce Iris, C. Gerini, cameriera in un fast food di Bruxelles e cerca di rilanciarsi in coppia con lei. Regia di C. Verdone; ITA 1996 Romeo e' un musicista pop in piena crisi. La sua compagna lo ha tradito con un amico che, per di piu', fa parte della band in cui lui suona. Per cercare di mettere un po' d'ordine nella sua vita si rivolge a una santona napoletana la quale gli predice che una donna dal nome di un fiore, cantante e amante della poesia sara' il suo vero grande amore. Finisce col credere che sia cosi' quando, ridottosi a fare il pianista entertainer in crociera, incontra la belga Marguerite, in la' con gli anni e appassionata cantante dell'opera di Jacques Brel. Ma il 'vero' amore non sara' lei perche' il caso gli fara' incontrare Iris, cameriera (di origini italiane) in un fast food di Bruxelles. Le piace cantare, scrive poesie dozzinali e pota gli uomini come rami secchi... Carlo Verdone ci offre con Sono pazzo di Iris Blond uno dei suoi film piu' controllati e, per questo, piu' riusciti. Anche perche' ha al suo fianco una vera e propria partner: Claudia Gerini. Dopo averla avuta con se' nell'episodio piu' divertente di Viaggi di nozze le propone qui un ruolo completamente diverso da quello della coatta romana e l'attrice dimostra di saperlo portare sullo schermo al meglio. Se nella parte iniziale del film il regista forza un leggermente i toni nella caratterizzazione del personaggio interpretato da Andrea Ferreol con le sue manie esistenzialiste e un barboncino con vestitino, da quando entra in scena Iris la storia assume il tono amaro dell'illusione destinata a frantumarsi. Perche' Romeo, con la sua esperienza musicale, e' convinto di essere un Pigmalione (pronto anche a mascherare in inglese la pochezza dei versi della sua protetta) mentre non si accorge che Iris procede per un percorso del tutto personale che non si puo' neppure definire arrivista quanto piuttosto incapace di guardare all'altro e ai suoi bisogni. Il Verdone sceneggiatore, con il contributo determinante di Francesca Marciano con cui aveva gia' scritto il suo miglior film (Maledetto il giorno che ti ho incontrato) e Perdiamoci di vista, si cuce addosso un personaggio che non va mai sopra le righe nel suo mettersi a disposizione sperando di ottenere in cambio l'amore. Ma nella vita non funzione cosi' e forse (ma non si sa mai, attendete il finale) anche al cinema.