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23-05-2020
23:40 - 01:29
Spike Into darkness - Star Trek

Into darkness - Star Trek

Regia di J.J. Abrams, con Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana; 2013. Il reboot di Star Trek continua con questo sequel d'azione che vede Kirk e Spock alle prese con una minaccia terroristica alla Flotta Stellare e un improbabile alleato. INTO DARKNESS - STAR TREKL'insofferenza alle direttive e alla disciplina costano al capitano Kirk il comando dell'Enterprise. La flotta stellare gli leva la nave e lo separa dal suo primo ufficiale Spock, come due bambini troppo indisciplinati. Sara' l'arrivo di una minaccia imprevista e misteriosa e, di nuovo, la capacita' di Kirk di mettere in luce le proprie abilita' a costringere la flotta a rimetterlo al suo posto. Un uomo che la stessa razza umana ha modificato geneticamente, e poi congelato nel terrore di cio' che aveva creato, si e' svegliato ed intende svegliare tutti gli altri 72 esperimenti come lui. Visto che uno solo basta a creare scompiglio e quasi demolire una citta', l'obiettivo e' renderlo innocuo il prima possibile. Eppure sembra che non sia lui il peggio intenzionato... Da sempre alla ricerca dei meccanismi infallibili dell'intrattenimento, abilissimo assemblatore di affascinanti macchine calamita sguardi e narratore di gran ritmo, J. J. Abrams con il secondo film di Star Trek conferma di essere all'altezza del proprio nome e del nume tutelare che ha scelto per se': Steven Spielberg. Abrams ne ha appreso la lezione sulla semplicita' narrativa e cosi' riesce a ripetere l'ottimo exploit del suo Star Trek precedente senza davvero ripetere se stesso. Into Darkness, a dispetto del titolo, e' una divertente corsa in cui la trama e' srotolata durante l'azione, in cui le battute sono pronunciate correndo o al massimo camminando veloce e in cui la macchina da presa mobile al massimo riesce ad essere misteriosamente invisibile, mentre i bagliori lenticolari (anche quello un marchio dello Spielberg di fantascienza che Abrams ama enfatizzare) ampliano la prospettiva verso la grande epica. Proseguendo la linea tracciata con il primo film Abrams si distacca sempre di piu' dalle caratteristiche della saga storica di Star Trek, non asseconda i fan ma cerca di parlare a tutti, lavora sul sentimentalismo del personaggio non sentimentale per eccellenza (il dr. Spock) e trasforma il western dello spazio in una space opera piena d'umorismo, ammiccamenti e ironia piu' che di grave austerita'. Nonostante il villain scelto per questo secondo film (Kahn, gia' visto in un episodio della serie e poi in Star Trek II - L'ira di Kahn), sia tra i piu' letali e cupi mai incontrati dall'Enterprise, lo stesso il film scorre sulla propria leggerezza, lavorando sull'arma fondamentale del cinema d'azione che ambisce a diventare d'avventura: montaggio e ricerca di paesaggi che suonino inediti e vergini (in questo e' molto utile il 3D, enfatizzato in tutti gli esterni con frequenti inquadrature a filo di piombo). L'inizio in chiave spielberghiana, diviso tra il furto di un oggetto sacro e il contrappunto di un pericolo imminente, lo dimostra in pieno. Abrams non solo non ha paura di un confronto o della fedelta' con la serie (con una mano innesta un altro dei personaggi classici e con l'altra tramuta l'amicizia tra Spock e Kirk in un bromance moderno dove, come amanti, i due sovrappongono le mani da parti opposte di un vetro) ma e' il primo che in questi anni di film tratti da altri lungometraggi o da materiale televisivo, cerca un rapporto diretto, continuo ed esplicito con il testo di partenza. Con l'esperienza maturata su entrambi gli schermi non si accontenta di una filiazione tra le due saghe e pretende una compenetrazione molto piu' complessa, perche' sa che la narrazione avviene nella testa degli spettatori, luogo in cui gia' esiste una mitologia trekkista con cui fare i conti (si sia fan o meno non si puo' ignorare l'esistenza della serie). E da gran narratore Abrams vuole indirizzare questa relazione.