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24-05-2020
13:54 - 15:52

The Divergent Series: Allegiant

Sequel di Insurgent, ambientato in un futuro distopico. Tris e Quattro dovranno affrontare un nuovo ordine, sempre piu' terrificante. Con S. Woodley, T. James. Regia di R. Schwentke; USA 2016 Distrutto il regime che li opprimeva Tris e Quattro si trovano a dover affrontare un nuovo ordine, non meno inumano del precedente, che li spinge ad andare al di la' delle barriere. Il mondo che trovano, ancora una volta non e' dei migliori. Scoprono infatti di aver vissuto in una bolla, un esperimento, costantemente tenuto d'occhio. Il loro era il tentativo di riportare la razza umana all'originaria purezza, dopo troppi anni di ingegneria genetica che hanno contaminato le persone e avvelenato il pianeta con guerre spietate. Ora la Terra e' un luogo proibitivo, solo alcuni grandi centri tecnologicamente avanzati rimangono vivibili. Li' l'elite' cerca di ritornare alla normalita'. Tris e la sua divergenza potrebbero essere il segreto di un ritorno alla purezza originale, lei e' l'eletta ma dovra' guardarsi da come il potere desidera manipolarla. Concentrato ma senza polpa, Allegiant chiude i tre film della saga iniziata con Divergent e proseguita con Insurgent, prima dell'arrivo del prossimo Ascendant, spegnendo qualsiasi (fioca) scintilla fosse stata accesa in precedenza. Cambiando sceneggiatori ancora una volta (ma il regista rimane Robert Schwentke come nel precedente) Allegiant passa da sciapo adattamento a pessimo film tout court. Costretto a poco dall'inizio ad abbandonare il modello sui cui e' stato ricalcato, ovvero Hunger Games, questo finale di serie annaspa in un vortice di eventi eccessivamente concentrati. Accade troppo e tutto troppo in fretta, senza nessuna distensione, senza cioe' quel passo controllato utile a dare respiro agli eventi, cosa che invece era il pregio maggiore della chiusa di Hunger Games. Come se dovesse riassumere troppo in un tempo troppo stretto, il film non ha la forza di fare delle scelte e trarre da un grande racconto una sintesi ugualmente rappresentativa. Allegiant di fatto si ingolfa a piu' riprese fino al totale sfinimento. Se nella prima parte sembra di assistere ad una bozza di quello che erano i film precedenti, da meta' in poi il film diventa una produzione misera, materiale di serie C, inspiegabile per i budget e il seguito della serie. Il design degli ambienti futuri, l'unico elemento che avrebbe potuto dare personalita' al tutto, subisce un drastico ridimensionamento. Se il primo capitolo si era difeso e il secondo aveva tirato i remi in barca, replicando molto di gia' visto tra i soliti costumi e le le solite convenzioni di design, qui si vira verso idee psichedeliche senza senso, un mondo contaminato tutto color rosso, con piogge cremisi di infimo gusto. Esiste inoltre in Allegiant un disprezzo inspiegabile per i dialoghi. Di mancato confronto in mancato confronto, il film procede affiancando personaggi che non riescono a spiegarsi l'un l'altro con l'unico beneficio di portare avanti gli equivoci che alimentano un intreccio troppo semplice per essere vero. A questo punto l'unico dettaglio che sembra reggere il peso di un film intero e' la sfiducia verso le istituzioni, il continuo confrontarsi dei protagonisti con un potere che non e' all'altezza della propria responsabilita' e sempre diretto verso l'inganno e la sopraffazione, come se la natura stessa di governo implicasse la mistificazione. Peccato che anche questa non sia un'idea originale, ma derivata da Hunger Games. Che poi la storia d'amore tra i protagonisti sia il trionfo del platonico sembra la ciliegina sulla torta di uno dei film piu' ipocriti dell'anno.